• Autore: Luisa Mariani
  • Pubblicato 05/03/2014 - ore 12:29

Segregata in casa, il medico: aveva i giorni contati

Parla il primario del reparto di psichiatria Massimo Parlato che ha preso in cura Chiara: speriamo nel recupero della giovane

Chiara aveva i giorni contati. Non usano mezzi termini i sanitari che dal 28 febbraio scorso hanno preso in cura la 36enne segregata in casa per 8 anni, al vomero quartiere bene di napoli,  dalla madre.

Ora, debole ma libera, è al sicuro tra le mani del personale dell’ospedale San Giovanni Bosco. “La ragazza ha corso il pericolo di morire, quando è arrivata sembrava uscita da un campo di concentramento» – raccontano.  Pesa 40 chili, un peso dovuto alla sua alimentazione, per anni a base di succhi di frutta senza mai neanche assaggiare qualcosa che fosse cucinato.

«Stiamo facendo di tutto per farle riacquistare le forze – dice il primario del reparto di psichiatria Massimo Parlato – e speriamo, anche grazie alla riabilitazione, di portarla sulla strada del recupero».

La giovane donna vittima di una donna disamorta e crudele è diplomata e iscritta all’università.
Intanto, agli inquirenti resta da capire per quale motivo la ragazza non si sia mai ribellata visto che dai primi controlli sembra che non presenti alcuna forma di minoranza mentale.

Le indagini continuano anche nei confronti del fratello di Chiara, che non vive però in Campania, mentre il padre è morto tempo fa.